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Bangladesh

Popolazione
144 milioni
58,1 milioni

Aspettativa di vita
Uomini: 61
Donne: 62
Uomini: 77
Donne: 83

Mortalità infantile
62‰
6 ‰

Persone infette dal HIV/AIDS
13.000 (0,1‰)
140.000 (2.4‰)

Persone che hanno accesso all'acqua potabile
97%
100%

Persone che hanno accesso a istallazioni sanitarie adeguate
48%
100%

Alfabetizzazione
Uomini: 54%
Donne: 32%
Uomini: 99%
Donne: 98%

PNL pro capite
$2.000
$27.200

Popolazione al di sotto della soglia di povertà (1$ al giorno)
45%
-

Sources: CIA World Fact Book, 2005,
The State of the World's Children 2005.


Geografia

Il Paese è racchiuso all’interno della regione nordorientale dell’India ed è costituito in prevalenza da una pianura alluvionale con leggeri rilievi collinari nel sudest, ricoperta di fitte foreste di bamboo, palme e mangrovie. La maggior parte del territorio si trova sul delta di grandi fiumi che scendono dall’Himalaya, tra cui il Gange e il Brahmaputra. Un terzo del territorio viene annualmente allagato durante la stagione dei monsoni (giugno-ottobre), calda e umida; l’inverno (ottobre-marzo) è mite, mentre l’estate (aprile-giugno) è estremamente calda e con un alto tasso di umidità.

Il paese è regolarmente colpito da violenti temporali ciclonici e da tifoni.


Storia

Dalla fine del ’700 l’area geografica del Bengala si venne a trovare sotto la dominazione inglese. A seguito dell’indipendenza dell’India, nel 1947, si pervenne alla creazione del grande stato musulmano del Pakistan, diviso dall’India tra una sezione occidentale (l’attuale Pakistan) e una orientale, che nel 1971 divenne indipendente con il nome di Bangladesh in seguito ad una violentissima guerra civile.

Dopo alcuni decenni contraddistinti da colpi di stato e regimi militari, con l’adozione dell’Islam come fondamento della costituzione, si giunse nel 1991 per la prima volta ad un governo di stampo civile e ad un regime democratico, che deve tuttora confrontarsi con notevoli opposizioni estremiste.


Economia

Il suolo della regione è estremamente fertile, ma le inclemenze climatiche sono una costante minaccia ai raccolti, il che rende il settore agricolo - in cui sono impiegati due terzi della popolazione - estremamente vulnerabile. Il suolo è inoltre soggetto ad una costante erosione causata da un’intensa deforestazione.

Il Bangladesh è il maggior produttore mondiale di iuta e uno dei principali di riso, cotone e tè. L’industria tessile, competitiva grazie ai bassi salari, costituisce il principale settore manifatturiero. Il suolo è ricco di gas naturale e carbone.

Nonostante gli ingenti aiuti internazionali per lo sviluppo dell’economia, il Paese rimane una tra le nazioni più povere e mal governate, con industrie pubbliche, infrastrutture e politiche economiche estremamente carenti. I salari, in particolar modo quelli agricoli, sono fra i più bassi del mondo.


Popolazione

L’alta densità di popolazione rende il Paese vulnerabile agli effetti disastrosi delle frequenti inondazioni.

L’etnia principale è la bengali, praticante l’islamismo, che è la religione ufficiale e che ne fa il secondo Paese al mondo dopo l’Indonesia. Sulle zone collinose orientali si trovano molte comunità indigene che vivono ancora con usi e costumi tribali.

Una gran parte della popolazione non ha una dimora stabile ed è costretta a vivere su aree facilmente inondabili, ad alto rischio di infezioni e di intossicazioni da inquinamento idrico. Le zone costiere o lungo i grandi fiumi dove si pratica la pesca sono altamente inquinate da pesticidi, arsenico di origine naturale e scarichi industriali.


Statistiche interne

I bambini registrati ai 116 Centri Compassion del Paese sono 21.655, mentre quelli sostenuti a distanza sono 19.519. I bambini in attesa di un sostenitore sono in totale 2.136. (Dati aggiornati al 30 giugno 2012)