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Il viaggio di Cristina in India

Cristina, grazie al suo lavoro, ha potuto viaggiare in India e realizzare un suo sogno, incontrare Muskan, la bambina che sostiene a distanza attraverso Compassion Italia.
Con tanto entusiasmo, ha fatto pubblicare la sua storia sul giornale della sua azienda, invogliando altri colleghi a conoscere Compassion e il sostegno a distanza. Ecco il suo racconto e le sue foto:

A febbraio 2010, la multinazionale presso cui lavoro come analista IT ha deciso di iniziare un progetto lavorativo insieme alla nostra filiale indiana. Il mio capo ha chiesto a tutti di candidarsi per andare in India per 1 mese per addestrare i nostri colleghi indiani. Ho subito pensato che questa sarebbe stata l’occasione migliore per poter vedere Muskan, la mia bimba di Compassion.

C’era però un ostacolo: sono nell'azienda sono l’ultima arrivata e avevo poche possibilità di essere scelta. Mi sono fatta avanti lo stesso, pregando e aspettando con pazienza. A giugno 2010 è finalmente arrivata la risposta: colleghi più esperti hanno ritirato la candidatura ed ero quindi l’unica disponibile. 


Appena ho avuto in mano il biglietto per l’India, ho subito contattato Compassion Italia per organizzare l’incontro con Muskan! Il 24 luglio mi trovavo davanti al Centro Compassion di Bangalore: è stato emozionante, non sapevo cosa dire, cosa fare ... ho chiesto alle insegnanti il permesso di dare a Muskan un bacino sulla guancia, so che in India non è usuale.
La direttrice del Centro e la sua vice sono state molto cordiali e gentili, mi hanno presentato la mamma di Muskan, suo fratello e la sorellina, abbiamo fatto delle foto insieme e abbiamo visitato la struttura. Ho voluto vedere le aule e ogni volta che entravo in una classe i bambini si alzavano in piedi e in coro dicevano “Good morning, madam!”.

In un'aula i bambini hanno cantato in inglese e in lingua locale un'antica canzone cristiana che anche i nostri bimbi cantavano tanti anni fa che dice: “L’amor di Cristo è stupendo ... non c’è amore così alto, non c’è amore così largo, non c’è amore così profondo, stupendo è il suo amor”. Dopo, le maestre mi hanno mostrato le foto delle feste e degli eventi organizzati dalla scuola, i cartelloni colorati e i lavoretti fatti a mano dai piccoli. Ho visionato la cartella personale di Muskan con tutti i suoi dati personali, le vaccinazioni effettuate e così via, lei mi ha anche fatto vedere i suoi quaderni.

A ora di pranzo ho fatto con Muskan una passeggiata nel centro città per comprarle un regalo, ha scelto un vestito. Prima di tornare al Centro, siamo passati a casa sua, la mamma ha insistito tanto! È una casa piccola e umida, con una sola stanza senza letti: dormono per terra tranne la sorellina di 2 anni, dorme in un specie di amaca di stoffa appesa al soffitto. Sono stata contenta di vedere che comunque hanno tutto il necessario per vivere.

Al momento del saluto, tornate al Centro, Muskan ha chiesto alla direttice se poteva baciarmi sulla guancia e sono stata così felice del suo affetto.
Concludendo, conoscerla è stato un incentivo in più per continuare a sostenerla e ho potuto vedere personalmente il buon lavoro che Compassion sta compiendo. D’ora in poi la nostra corrispondenza sarà diversa, capirò meglio tanti aspetti che Muskan mi descrive perché ho potuto vedere con i miei occhi la sua quotidianità.