Haiti tre anni dopo


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INCENDIO IN KENYA 

Nella baraccopoli di Mathare, periferia di Nairobi, si è sviluppato un vasto incendio. Leggi


ALLUVIONI IN INDONESIA 

Nella giornata dell'11 maggio, il fiume Mahakam (nella zona di Samarinda) è straripato a causa delle forti piogge. Leggi



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Domenica 19 Maggio

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TESTIMONIANZE

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KENYA: AIDS, IL PREZZO PER L'AMORE DI UNA MADRE
Zainabu sentiva ancora risuonare in testa le parole che poco prima le aveva detto il medico: “Sei stata trovata positiva all’HIV, il virus che dà origine all’AIDS”. Leggi la storia.

La storia di Harold

HAROLD: DALLA POVERTA' A UNA NUOVA VITA
La storia di Harold parla di speranza, trasformazione e fede. Leggi la storia.

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La ricostruzione del Centro Compassion HA313

Haiti: ricostruire un Paese migliore

Il terremoto che colpì Haiti il 12 gennaio 2010 è il disastro naturale più grave mai accaduto ad Haiti, colpì oltre 3 milioni di persone. Il governo haitiano ha riferito che le vittime furono circa 316 mila, a cui vanno aggiunti oltre 300 mila feriti e 1,5 milioni di senza tetto. Si stimano inoltre 250.000 abitazioni 30.000 edifici commerciali crollati e danneggiati.

Nonostante la tragedia, è però possibile vedere qualche bagliore luminoso: a tre anni di distanza, si sono registrati significativi progressi: quasi tutte le macerie sono state rimosse, mentre strade, aeroporti e alberghi sono stati ricostruiti. La creazione di infrastrutture è inoltre di vitale importanza per la ripresa economica.

Haiti sta per tornare in piedi, ma è un processo che deve essere accelerato, affinché questa nazione, fortemente impoverita, non corra il rischio di tornare indietro.
 

Dal punto di vista di Compassion, la ricostruzione di Haiti non è solo fisica, ma anche economica, psicologica e spirituale. Per questo motivo, oltre a un programma di ricostruzione di 30 scuole, Compassion ha anche avviato una serie di diverse attività, come la campagna “A Haiti without Domestic Children

Questa iniziativa prevede la promozione dei diritti dei bambini. “Dal nostro punto di vista, i bambini meritano una vita dignitosa e devono essere trattati con amore. A Compassion crediamo che tutti i bambini devono essere difesi, sono stati creati a immagine di Dio”, ci ricorda Viker Louis, del team di protezione dei bambini.
 

Secondo la Convenzione dei diritti dell'infanzia, i bambini non possono essere impiegati come “restavèk”. Questa parola, nel linguaggio creolo haitiano, identifica quei bambini che svolgono attività di domestici, in famiglie diverse dalla loro, a partire dall'età di 3 anni. È una condizione di schiavitù e abusi, che obbliga i piccoli a svolgere lavori anche pesanti per conto della “famiglia ospitante”, fino all'adolescenza.

Trattare i bambini in questo modo distrugge il ciclo normale del loro sviluppo, influenzando il loro comportamento e legittimando, di fatto, l'esistenza di una vera e propria schiavitù interna. Pertanto, il governo e le organizzazioni non governative dovrebbero sostenere le famiglie deboli e promuovere lo sviluppo dei talenti e delle capacità mentali e fisiche di ogni bambino.
È questo il modo più efficace per migliorare Haiti, perché i bambini sono la speranza e il futuro di ogni nazione.