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India: costretti a interrompere le attività a favore dei bambini

Dopo quasi mezzo secolo, le limitazioni imposte dal governo hanno reso impossibile continuare nella nostra opera.

Compassion in India

15 marzo 2017: la data annunciata nelle scorse settimane per conoscere le sorti della nostra opera in India è arrivata e le notizie non sono buone.

Il programma di Compassion in India iniziò nel 1968: nel corso di questi 49 anni, grazie alla generosità di migliaia di sostenitori, più di 280.000 bambini e le loro famiglie hanno potuto beneficiare di innumerevoli interventi a favore dei più vulnerabili e indifesi.

"Mesi fa, il governo indiano iniziò a bloccare i fondi destinati ai centri Compassion" spiega Jimmy Mellado, presidente di Compassion International. "Senza queste risorse, è diventato impossibile continuare ad aiutare i bambini. Abbiamo tentato ogni strada in nostra possibilità per risolvere la questione con il governo indiano. Ma fino a oggi, nonostante tutti i nostri sforzi, non siamo riusciti a giungere a un esito positivo".

Compassion in India

Le restrizioni poste dal governo

Il Ministero degli Interni dell’India (MHA), a causa di recenti modifiche alla legge che regola l'accesso delle donazioni da parte di organizzazioni non profit straniere, ha di fatto negato ai 589 centri Compassion del Paese la possibilità di proseguire con le normali attività. Il governo indiano, dopo aver posto Compassion in una sorta di "lista d’attesa", non ha mai dato seguito alle richieste di chiarimento.

Negli ultimi mesi, in realtà, oltre 10.000 organizzazioni non profit, piccole e grandi, secolari e religiose, sono state bloccate dalle restrizioni poste dal governo indiano, supponendo che queste possano minacciare gli interessi nazionali perché in contrasto con l’ideologia del Paese.

Compassion in India

Speranza, nonostante le difficoltà

"Nonostante questa dolorosa situazione in India, la nostra opera non si ferma", prosegue Mellado, che aggiunge: "Continuiamo a servire, a livello internazionale, oltre 1,8 milioni di bambini in altri 25 Paesi. La nostra collaborazione con le comunità locali è più forte che mai. E il nostro impegno per liberare i bambini dalla povertà nel nome di Gesù resterà stabile".

"Seppur costretti a dover dire arrivederci al nostro lavoro in India, sappiamo che Dio ha ancora un piano", spiega Silas Balraj, responsabile Compassion per l’Asia. "Siamo fiduciosi, le chiese con cui abbiamo collaborato in questi 49 anni continueranno a servire i bambini e le famiglie, seppur in modo diverso. In questo momento voglio ringraziare tutti i sostenitori perché avete donato aiuto a un bambino, portando speranza dove c'era disperazione. Non pensiate che sia finita qui, un seme è stato piantato, non solo per l'India di oggi, ma anche per l'India del futuro".

Compassion in India

 
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