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Viaggio ad Haiti: momenti indimenticabili

Nell'estate 2015, con un gruppo di sostenitori e volontari di Compassion Italia, abbiamo viaggiato ad Haiti, visitando i centri di sviluppo infantile, le chiese locali ... e soprattutto abbiamo trascorso il nostro tempo insieme ai bambini sostenuti a distanza e alle loro famiglie!

Leggi alcuni brevi racconti e scopri con noi i loro momenti indimenticabili!

 

Roberta: una bambina sempre al mio fianco

Il viaggio ad Haiti di Roberta

I bambini ti prendono per mano, ti sorridono e ti rapiscono. Non ti conoscono ma decidono di regalarti il loro amore, anche solo per poche ore. È vero, è più bello dare che ricevere, ed è proprio questo ciò che mi ha mostrato questa nuova piccola amica.

Appena arrivammo al centro infantile di Compassion, questa bambina mi vide e si avvicinò a me: era molto tranquilla e parlavo insieme a lei in francese. Poi, dopo dovermi dato la mano, rimase al mio fianco tutto il tempo. Mi ricordai di avere nello zaino un barattolo di bolle di sapone: volevo proprio darlo a un bambino speciale, così lo tirai fuori e iniziammo a giocare insieme. In quel momento, arrivò un'altra bambina: la mia piccola amica, senza lamentarsi, le lasciò il barattolo. Non le interessavano i giochi, voleva soltanto stare con me.

Provai amore, non quello che stavo donando io, ma quello che lei stava riversando su me. I bambini hanno la capacità di affezionarsi a te, senza motivi comprensibili ai nostri occhi: tocca a te dimostrare loro quanto sono speciali!

 

Andrea: ognuno di noi può fare la differenza

Il viaggio di Andrea ad Haiti

Prima della partenza, cercavo di prepararmi al meglio, immaginando quello che avrei trovato ma lasciando sempre spazio alla spontaneità e alla sorpresa. E questo è stato fondamentale perché mi ha fatto vivere questa esperienza in modo completo.

Ogni giorno avevo l'impressione di vedere inferno e paradiso in un unico posto. Inferno per la situazione che gli haitiani devono affrontare; paradiso perché, proprio all'interno di quella drammaticità, vedevo negli occhi delle persone una forza e una serenità che mi sono state di lezione. A livello di speranza, di fede e di amore, ho trovato una rara ricchezza, e per questo sono grato agli haitiani che ho conosciuto e a Compassion per avermi dato la possibilità di incontrarli e di imparare.

Comunicare non era sempre agevole, ma ho avuto anche la conferma di quanto un sorriso o una fotografia possano raccontare più e meglio di tante parole. Proprio come l'abbraccio di una bambina che mi si era letteralmente stretta al collo come se mi conoscesse da una vita e avesse atteso quel momento per mesi, come se quell'abbraccio la facesse sentire bene.

Per me, quell'istante mi ha raccontato come ognuno di noi può fare la differenza, di quanto siamo importanti per questi bambini e di quanto lo sono per noi. La nostra vita ha un motivo, è preziosa e il fatto di essere più “fortunati” non è che un'occasione per fare la differenza nella vita degli altri, partendo proprio dai bambini.

Quello che molte persone, anche legittimamente, si chiedono è: non potrebbe Dio stesso porre fine alla sofferenza? Naturalmente sì, ma il suo piano comporta farci partecipi delle sue azioni, per vivere i molteplici motivi per i quali ci ha creati e i talenti che ci ha donato.

 

Stefania: il mio incontro con Fadine

Il viaggio ad Haiti di Stefania

Avete presente quei programmi televisivi in cui due persone, dopo tanti anni, si incontrano?
Ecco, quando incontrai Fadine, la bambina che decisi di sostenere a distanza 9 anni fa (oggi ne ha 17), fu proprio come un programma in TV! È solare, bella, alta, magra, proprio come la immaginavo!

Col passare degli anni, non aspettavo altro che l'occasione per incontrarla: lei mi stava aspettando e quando le dissi che ero Stefania ci unimmo in un lungo abbraccio, per recuperare tutti quelli che le avevo mandato "per lettera" negli ultimi 9 anni!

Ci trovammo subito bene, Fadine è coraggiosa, ama mettersi in gioco e desidera diventare una pediatra per poter aiutare i bambini. Quando me lo disse mi emozionai tantissimo, perché ho sempre desiderato che potesse usare le sue qualità per aiutare altri bambini del suo Paese.

L'incoraggiai ad andare avanti per raggiungere questo obiettivo: Dio sarà al suo fianco e anch'io farò sempre il tifo per lei.

Dopo una bellissima giornata passata a parlare e giocare insieme, che difficile salutarci! Incontrarla mi ha fatto capire ancora di più quanto è stupendo investire nella sua vita, perché so che lei aiuterà le persone intorno a se. Quando ami una persona, l'amore si espande: il gesto verso "uno" diventa "uno all'infinito" e credo che non ci sia investimento più grande di questo!

 

Silvia: una giornata insieme a Verlantzia

Il viaggio ad Haiti di Silvia

Dopo il primo passo fuori dall'aeroporto di Port-Au-Prince, immagini che avevo visto solo in televisione. Strade polverose, percorse da macchine vecchie e polverose. Niente semafori, niente segnali, mentre gruppi di bambini bussavano ai finestrini del nostro pulmino per chiedere cibo e soldi: mi sentii così impotente!

Ma appena entrai in un centro Compassion, che oasi di Luce in un paese così povero! I bambini hanno cantato per noi, ci hanno mostrato quello che imparano e, pieni di amore e gioia ci hanno conquistato! Curiosi di conoscermi, mi toccavano il viso, il naso, i capelli … ero io "diversa", una ragazza bianca in un mare bellissimo di visini neri, con occhi dolci e profondi.

E poi ho incontrato lei, la mia cara Verlantzia. Era la cosa più importante per me in quel momento. Ci siamo abbracciate tra lacrime e sorrisi, la gioia di quel momento era incontenibile ed indescrivibile: l'amore costruito in cinque anni attraverso le lettere è completamente esploso in quell'abbraccio. È una ragazza molto timida: mi sorrideva solo se le sorridevo io per prima, mi abbracciava solo per rispondere ai miei abbracci e probabilmente sono stata una bomba esplosiva per lei!

Dopo una giornata insieme alla sua famiglia, abbiamo pregato insieme. Gli ultimi minuti di quell'incontro mi hanno riempito il cuore: Verlantzia mi stava accompagnando al pulmino, abbiamo camminato abbracciate lungo il sentiero, ha preso la mia mano stringendola nella sua e per la prima volta da quando ci siamo incontrate, ho sentito il suo modo di mostrare il suo amore verso di me per prima, non solo in risposta al mio amore per di lei. Non dimenticherò mai quel momento. Mi sono resa conto che aveva bisogno di più tempo per aprirsi, ma sono felice di sapere che sono stata in grado di realizzare un suo sogno: incontrarci, il suo desiderio più grande!

 

Rossana: speranza concreta per il futuro di Haiti

Il viaggio di Rossana ad Haiti

Haiti è un Paese bellissimo, con grandi potenzialità inutilizzate.

L'impressione che ho avuto è che sull'isola arrivino tanti aiuti, che purtroppo sfiorano soltanto la superficie dei dei problemi. Vanno ad agire su singole problematiche in un contesto disgregato e senza una base sociale capace di reagire adeguatamente.

È come se si volesse portare acqua nel deserto con un secchio. Anche in cento, con cento secchi, il deserto rimarrebbe deserto perché non c'è terra da bagnare ma solamente sabbia. Non è possibile costruire senza un fondamento appropriato.

Compassion, ad Haiti, non da' secchi in mano ai bambini per tamponare oggi un problema che domani di ripresenterà, ma da' loro la possibilità di imparare come portare un acquedotto in quel deserto.

E così, incontriamo un giovane studente che sogna di diventare ambasciatore e magari governare il Paese. E non sogna cose impossibili, perché il suo curriculum lo vede già scelto come il miglior studente del suo corso di laurea, vincendo uno stage all'ambasciata di Haiti negli Stati Uniti.

Dare ai bambini la possibilità di sognare in grande ma anche i mezzi per realizzare questi sogni è qualcosa che Compassion fa ad Haiti, per permettere a bambini e ragazzi fare il bene per questo meraviglioso Paese, per portarlo al degno livello dei suoi turistici vicini caraibici. Ed è proprio questa è la mia speranza per i tanti bambini che ho incontrato in questo viaggio: i loro sorrisi, i loro volti, i loro sogni resteranno per sempre nel mio cuore!

Elena: Sephora (5 anni) mi ha insegnato molto!

Il viaggio di Elena ad Haiti

Raccontare un momento particolare del mio viaggio ad Haiti è un’impresa impossibile! Le emozioni vissute sono tantissime e non è facile trasformarle in parole: le sensazioni penetrano dentro il cuore, le ossa e restano indelebili per sempre.

Così è stato l’incontro con la piccola Sephora e la sua mamma: vivono in una baracca a Port-au-Prince, la capitale di Haiti.

La loro casetta è composta da una minuscola stanza con un letto, uno scaffale e un tavolo: di notte ci dormono in sei.

Sephora ha 5 anni ed è iscritta al centro Compassion vicino casa, ha un visino dolcissimo e gli occhi curiosi, vispi come quelli di ogni bambino. Mentre eravamo a casa sua entrava e usciva con la sua amichetta.

Sua mamma ha 26 anni: è alta, bella, ama leggere e lavora saltuariamente. In Italia, una sua coetanea potrebbe aver appena finito l’università, affacciandosi al mondo del lavoro con sogni e ambizioni.

La mamma di Sephora, invece, vive in condizioni poverissime, in un paese distrutto da terremoto, colera e uragani che spazzano via case, ma è grata a Dio perché la sua bambina è nel programma di Compassion, potrà studiare e ha fede in Dio.

Quando abbiamo aperto un pacco con regali e giocattoli per Sephora, le si sono illuminati gli occhi, ci ha guardato timidamente, ci ha sorriso. E subito è corsa a chiamare la sua amichetta, l’ha presa per mano, le ha mostrato i giochi e immediatamente hanno iniziato a giocare.

La sua generosità e il suo amore mi hanno colpito e insegnato molto!

 
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