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Terremoto in Ecuador: 4 mesi dopo, la storia di Katty

“Sarà dura, ma devi essere forte. Presto ti tireremo fuori”. Katty, 20 anni, aveva già trascorso 57 ore sotto le macerie. Ex studentessa Compassion, è una delle superstiti del terremoto che colpì l’Ecuador il 16 aprile 2016.


Katty giaceva in silenzio. Era intrappolata sotto una lastra di cemento: il supermercato in cui lavorava cedette di colpo dopo la prima scossa di terremoto.

“Sembrava una giornata normale, come tutte le altre”, racconta Katty. “Stavo lavorando con un’altra collega, quando improvvisamente sentimmo tutto l’edificio muoversi. Cominciammo a correre, ma non riuscimmo a raggiungere l’uscita. A un tratto, tutto crollò e restai intrappolata dalle macerie”.


Terremoto in Ecuador: Katty osserva i resti del supermercato in cui lavorava


Dopo il rombo e le urla delle vittime, tutto divenne buio e silenzioso. Katty e la sua collega rimasero intrappolate sotto le macerie. “Ero cosciente, ma le gambe erano bloccate sotto un muro di cemento di 40 centimetri di spessore”.

Questo era solo l'inizio di una lunga odissea di tenebre, solitudine e disperazione dentro una prigione di ferro e cemento.


Terremoto in Ecuador: Katty a casa


“Iniziai a toccare attorno a me, cercando di scoprire cosa ci fosse. Trovai un cellulare, lo accesi e vidi due persone morte vicino a me. Dopo lo shock iniziale, iniziai a sentire le grida delle altre persone mentre chiedevano aiuto: eravamo 25 sotto le macerie”.

Presto, i bambini iniziarono a chiedere acqua. La città di Manta ha un clima tropicale dove la temperatura può essere molto elevata, quindi è importante bere per evitare la disidratazione. Era impossibile comunicare con l’esterno, non c’era alcun segnale per i cellulari.


Terremoto in Ecuador: Katty insieme ai bambini del centro Compassion


"La gente iniziò a essere disperata. Era tutto completamente buio e polveroso, c’era odore di sangue e morte, non riuscivamo a respirare”. In mezzo a quel caos, Katty cominciò a pregare: “Dio, vorrei uscire da qui viva, prenditi cura di me”. Le tornarono in mente le canzoni che aveva imparato da bambina al centro Compassion. “Mi aiutavano a essere forte e a non disperare. Pregavo e cercavo di restare calma finché, esausta, mi addormentai”.


Terremoto in Ecuador: Katty distribuisce aiuti ai sopravvissuti


La ragazza si risvegliò martedì mattina, mentre qualcuno le gridava di aprire gli occhi. Alla sua sinistra, qualcuno aveva aperto un varco tra le macerie. “Stanno venendo a salvarci!” esclamò una donna.

Erano i vigili del fuoco di Quito (la capitale dell’Ecuador), arrivati a Manta per aiutare i sopravvissuti. Tra i feriti del supermercato, Katty fu l’ultima a essere estratta viva. Erano le 05:20 del mattino, 57 ore dopo il terremoto.


Terremoto in Ecuador: Katty insieme ai bambini del centro Compassion


Questa giovane è sicura che Dio abbia un piano per la sua vita. Nonostante il difficile periodo, sta continuando ad aiutare i bambini del centro Compassion in cui è cresciuta, distribuendo aiuti alle persone colpite dal terremoto.

“Sono trascorsi 4 mesi dal sisma e mi sento grata per questa vita. Ho sperimentato la tragedia, ho sofferto, ma sono viva e mi sento felice di poter fare qualcosa per gli altri. Mi sento al sicuro, Dio mi aiuterà!”

 
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