Testimoni di speranza

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Testimoni di speranza

Da bambine sostenute a distanza a giovani donne.
Vieni a sentire le testimonianze di Sheiba e Mary Rose: a maggio, in Italia.

Sabato 28 Maggio, evento Una vita trasformata, con la testimonianza di Mary Rose Ildefonso, ore 18:00, presso la chiesa evangelica in via Rena Rossa, Mesoraca (KR). Scarica la locandina

Domenica 29 Maggio, evento Una vita trasformata, con la testimonianza di Mary Rose Ildefonso, ore 18:30, presso la chiesa evangelica in via F. De Pisis 7, Rende (CS). Scarica la locandina

La storia di Sheiba (Uganda)

Nata a Masaka, piccolo villaggio dell’Uganda, Sheiba ha vissuto la sua infanzia in un luogo dimenticato dalla società. Non c’erano né ospedali né elettricità – solo terra rossa e case di fango.

Quali difficoltà hai affrontato nella tua infanzia?
I miei genitori erano semplici contadini e, nonostante il duro lavoro, i miei fratelli ed io non avevamo abbastanza cibo o medicine. Tutti fummo colpiti dalla malaria e una mia sorella rischiò di morire perché non potevamo curarla. Non avevo speranza: sognavo di studiare ma mi resi conto che sarebbe stato impossibile.

Cosa cambiò nella tua vita?
Avevo 10 anni e una chiesa iniziò a svolgere attività con Compassion a favore dei bambini come me. Potevo giocare e imparare, le mie spese scolastiche erano pagate e ricevevo coperte, scarpe, abiti, cibo, medicine e tanto altro per me e la mia famiglia. Un gruppo di amici, dall’altra parta del mondo, si preoccupava di me: mi scrivevano lettere piene di speranza. Tutto era nuovo e incoraggiante!

Sheiba, oggi: speaker per Compassion nelle chieseSheiba, oggi: una giovane mamma

Quali erano i tuoi sogni al termine del programma di sostegno a distanza?
Volevo continuare a studiare e desideravo tanto sostenere un bimbo – com’era successo a me. Mi trasferii a Kampala per studiare all’università e al tempo stesso lavoravo come operatrice Compassion aiutando i bambini dei quartieri più poveri. Inaspettatamente, ebbi una grande opportunità: studiare un master in Relazioni Internazionali in Regno Unito. Iniziai a sostenere a distanza il mio primo bambino: ero emozionatissima, finalmente potevo aiutare un piccolo che aveva bisogno! Amo parlare di Compassion ovunque vado e ho ancora un sogno: vorrei tanto incontrare i miei sostenitori e ringraziarli per ciò che hanno fatto nella mia vita.

La storia di Mary Rose (Filippine)

Cresciuta in una famiglia difficile, Mary Rose ha vissuto la sua infanzia in un villaggio di montagna delle Filippine: sin da bambina iniziò a conoscere la dura realtà della povertà.

Cosa ricordi maggiormente di quei giorni?
Mio papà ci lasciò e questo lasciò traumi nella mia vita. Andai a vivere a casa dei nonni e degli zii, una capanna di legno e paglia: quando pioveva non riuscivo a dormire, ero terrorizzata che venissimo spazzati via dalle intemperie. Quello che mia mamma guadagnava non era abbastanza: mangiavamo solo banane e spesso restavamo senza cibo.

Quale fu l’impatto di Compassion?
Avevo sette anni, un responsabile del centro Compassion venne a parlare a mia mamma. Ricordo il giorno in cui venni iscritta: ricevetti delle scarpe, uno zaino e iniziai a studiare! Non mi ero mai sentita così benedetta: sognavo di diventare un’insegnante o una missionaria perché il mio sogno era quello di aiutare i bambini. Ero felicissima quando la mia sostenitrice mi spediva una fotografia; potevo giocare con le mie amiche e imparai a conoscere la bontà di Dio.

Mary Rose, oggi: speaker per Compassion nelle chiese Mary Rose, oggi: una giovane donna

In che modo è proseguita la tua vita?
Dopo gli studi, ho vissuto in diversi Paesi. Nei momenti difficili ho sempre ricordato la dolcezza della mia sostenitrice e i suoi consigli: sogno ancora di poterla incontrare! Sono grata a Dio perché è sempre stato al mio fianco, ci aiuta a rialzarci quando siamo tristi e scoraggiati. Un giorno, mentre mi trovavo in una chiesa inglese, sentii parlare di Compassion: ero commossa dai video, continuavano ad affiorare ricordi della mia infanzia e dissi: "Ringrazio Dio per queste persone, sono felice! Stanno per aiutare dei bambini bisognosi com’ero io". Non smetterò mai di ringraziare i sostenitori di Compassion: possono fare la differenza nelle vite dei bambini che vivono in estrema povertà.

 
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