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TESTIMONIAL

Michael W. Smith

MICHAEL W. SMITH
All'inizio non pensavo che sarei diventato un testimonial di Compassion. Leggi.

Darlene Zschech

DARLENE ZSCHECH
"Sostenendo un bambino attraverso Compassion avete l'opportunità di trasformare la vita di un bambino". Leggi.

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COLOMBIA: UN INGEGNERE CONTRO IL RAZZISMO

Colombia: Jailer contro il razzismo

Gli avevano detto che tutto ciò che i neri possono fare è usare il badile, non diventare ingegneri. Tutta la sua infanzia è stata circondata da violenza e privazioni. Ha visto i sogni dei suoi compagni di gioco infrangersi su questa dura realtà, tutti diventati presto malviventi o assassini, intrappolati in uno stile di vita che è molto difficile lasciare. Ma Jailer ha imparato da Dio a trasformare le difficoltà in opportunità.


Jailer è nato a Buenaventura, una città  sulla costa della Colombia i cui abitanti sono in gran parte discendenti di schiavi africani portati qui durante il periodo coloniale del ‘500.

Sebbene la schiavitù sia stata abolita nel 1851, la comunità afro-colombiana fronteggia ancora molta discriminazione.

Buenaventura è un luogo pericoloso dove crescere.Molti bambini patiscono abusi e percosse all’interno delle loro stesse famiglie, passano la maggior parte del tempo in strada per sfuggire alla loro triste realtà, imparando che solo i duri sopravvivono.


Jailer è stato in parte protetto da questo ambiente, grazie all’amore e alla cura di sua madre, ma non ha mai conosciuto il padre che li aveva abbandonati anni prima. Crescendo, i suoi sogni prendevano poco a poco forma incoraggiati dal fatto di essere stato inserito in un centro Compassion. Voleva studiare, imparare una professione, nonostante la condizione economica della famiglia fosse disastrosa.


Ma grazie alle sue capacità, alla sua dedizione e al costante supporto del direttore del centro, nel 2007 passò la dura selezione per accedere al nostro programma Università e Leadership e oggi sta studiando Ingegneria Civile all’Università La Salle di Bogotà; tre soli semestri lo separano dalla laurea!


Ma non tutto è stato facile. Il colore della sua pelle lo ha esposto anche all’università alla discriminazione dei suoi compagni e di alcuni docenti. “Un giorno – racconta – un professore mi ha preso da parte e mi avvisato di non aspettarmi buoni voti nel suo corso, forse neppure di superarlo. Mi ha detto che solo i bianchi diventano ingegneri, i neri sono quelli che usano il badile.”


Ma Jailer sa che l’amore di Dio è più forte dei pregiudizi umani e sa che lo aiuterà a coronare i suoi progetti: aiutare il suo Paese a crescere attraverso la costruzione di infrastrutture come strade e ponti, senza farsi invischiare nella corruzione e inefficienza che segna il settore edilizio in Colombia. Il suo esempio di integrità, perseveranza e forza d’animo nonostante l’emarginazione sociale sarà d’esempio e ispirazione per tanti.



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