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Intervista ad Harold - Compassion ha cambiato la mia vita

Harold Chiccon è un giovane di 25 anni, nato a Lima, in Perù. All’età di 6 anni è stato iscritto al Centro Compassion di Callao, a 15 minuti di distanza dalla sua casa. Dopo il diploma, è stato selezionato per partecipare al programma universitario.

Oggi vive in Italia, impegnato a completare il suo percorso di studi universitari in Scienze Statistiche e Finanze presso l'Università di Salerno.
Francesco Caselli (volontario per Compassion Italia) ha colto l’occasione per intervistarlo e raccontare la sua testimonianza di trasformazione, da bambino senza futuro a giovane uomo con sogni e obiettivi, grazie all’esperienza al Centro Compassion e al rapporto con i suoi sostenitori.


Harold all'università

Harold, sei nato in una famiglia povera. Com’erano le tue giornate?
Mio padre ci ha lasciati quando ero bambino, ho vissuto con mia mamma e mio fratello più piccolo. Mia madre svolgeva piccoli lavori occasionali, facendo pulizie o lavando vestiti, così da poter avere qualcosa da mangiare. 


A volte però c’erano giorni in cui non avevamo nulla da mangiare e per questo non stavo molto bene. Mia madre non poteva comprare le medicine quando mi ammalavo e quando faceva freddo non avevo vestiti adatti.


La mia vita era segnata da confusione e tristezza. Spesso, per strada, vedevo famiglie felici che passeggiavano, andavano al mare, mangiavano al ristorante; i loro figli avevano bei vestiti, giocattoli e ricevevano le carezze dal padre. Osservando tutto questo mi sentivo male perché niente di ciò apparteneva alla mia vita. 

Pensavo che solo mia madre mi amasse, ogni giorno si sforzava per darci da mangiare. Queste condizioni di vita mi avevano reso timido, impaurito della vita e delle persone, non avevo fiducia in me stesso e credevo che la mia esistenza non avesse senso. Quando sono arrivato al Centro Compassion la mia vita è cambiata.


A che età sei stato iscritto al Centro Compassion?
Sono entrato con mio fratello quando avevo 6 anni e lui 4, eravamo due bambini piccoli.


Cosa ricordi di quei giorni?
A quel tempo capivo poco, ero piccolo, ma ricordo che mi piaceva andare in chiesa perché trovavo persone che mi volevano molto bene e mi davano da mangiare.
Solo più tardi ho compreso la missione di Compassion e ho capito cosa vuol dire essere un figlio di Dio. Mi piaceva tutto ciò che imparavo, in chiesa ho trovato ciò che nella mia società e nella mia famiglia mancava.
Il vuoto dovuto alla mancanza d’amore di un padre è stato riempito dall’amore di Dio.

Harold all'università

Come è stato il rapporto con il tuo sostenitore?
Loro mi scrivevano sempre dicendo che mi pensavano ogni giorno e che pregavano per me e la mia famiglia. Grazie a loro ho iniziato comprendere il mio valore e ho capito che dall’altra parte del mondo c’era una persona che mi stava aiutando. Loro mi hanno sempre detto che da grande sarei potuto diventare una guida per gli altri intorno a me e che dovevo pensare in positivo. Ogni volta che rispondevo non smettevo di ringraziarli per la loro grande fiducia nei miei confronti.


Terminato il periodo del sostegno a distanza, come è cambiata la tua vita?
Sono uscito dal Centro Compassion con nuovi valori e con la sicurezza che la vita mi avrebbe regalato tante cose. Oggi ho molti obiettivi e sogni, fiducia in me stesso e autostima. Soprattutto, so che Dio mi guida, sta con me ogni momento e mi ama.


Cosa vuoi fare del tuo futuro?
Mi sto impegnando per ottenere ciò di cui ho bisogno. Devo costruirmi una vita lavorativa stabile, così da poter creare una mia famiglia e portare avanti il mio servizio nella chiesa. Grazie a Compassion ho imparato cosa vuol dire preoccuparsi del prossimo, per questo voglio ora cambiare la vita di molti bambini che in questo momento non hanno possibilità economiche, carenze emozionali e spirituali; io ho conosciuto da vicino la povertà e la mancanza di amore, per questo so cosa si prova a vivere in tale situazione; so che nel mondo esistono molte persone che stanno aspettando di essere aiutate, voglio fare il possibile per arrivare a loro.





Intervista è stata redatta dal nostro volontario Francesco Caselli. L’evento con Harold Chiccon è stato organizzato dal nostro volontario Emanuele Ciamei a Roma il 17 giugno 2012, presso la Chiesa Evangelica di Via del Grano 41 a Roma (responsabile comunità Stefano Zingaretti)

 
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