5 ottobre, 2026
Dopo il terremoto, il pastore Jhon e la sua chiesa portano cibo, speranza e dignità ai bambini di Quibdó, insieme ai volontari del centro Compassion.
Tra le rovine di Quibdó, dove la miseria non è mai stata una novità, il terremoto del 10 agosto ha devastato un villaggio già vulnerabile.
Per i bambini, la povertà estrema era la realtà quotidiana; oggi, è una lotta per la sopravvivenza.

Eppure, tra le abitazioni distrutte, una forza diversa resiste silenziosamente, grazie al pastore Jhon.
Camminando tra i resti della sua casa, si vede la testimonianza di una vita ridotta all'essenziale.

Stanotte, come tante altre notti da quando la terra ha tremato, il pastore Jhon, sua moglie e i loro figli dormiranno su sottili materassi logori. Hanno perso quasi tutto, ma Jhon indica la strada dove decine di bambini stanno aspettando.

“Una casa è fatta di mattoni e si può ricostruire”, dice il pastore, con voce ferma nonostante la stanchezza. “Ma la speranza? Se un bambino perde la speranza, è qualcosa che non si può semplicemente ricomprare. Dio non ci ha abbandonati, quindi non possiamo abbandonare i bambini”.

Invece di lasciarsi sopraffare dal dolore, Jhon ha trasformato la sua chiesa in un luogo di accoglienza. Insieme ai volontari di Compassion, organizza ogni giorno una grande distribuzione di cibo per tutta la comunità.
Per molti bambini del posto e famiglie sfollate, questo pasto caldo è l'unica certezza in un mondo crollato.

“Dopo il terremoto, eravamo spaventati e disperati”, racconta Maria, mamma di tre bambini la cui casa è stata danneggiata. “Oggi sono andata alla mensa della chiesa e sono grata che finalmente abbiamo potuto mangiare qualcosa di buono”.

Il pastore Jhon non ha un letto su cui dormire, eppure si assicura che i bambini non vadano a dormire affamati.

La chiesa di Quibdó non si dispera: è una testimonianza visibile di fede in azione. Qui, il Vangelo non solo viene predicato, ma viene servito in una ciotola di zuppa offerta con gentilezza e amore.

“Il terremoto è stato potente, certo”, riflette il pastore Jhon, guardando i bambini e le madri in fila in attesa del cibo. “Ma nessun sisma è più forte di un cuore mosso dall'amore, come dimostra questa distribuzione di cibo”.
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