Le Filippine si stanno riprendendo da una storia di corruzione politica, disordini sociali e una serie di disastri naturali che hanno causato povertà e disoccupazione. La mortalità infantile è molto elevata nelle zone rurali e la differenza di reddito tra ricchi e poveri è in aumento.
Il paese è gravato da un grande debito nazionale e il 26% della popolazione vive sotto la soglia di povertà (meno di 1 euro al giorno). L’economia è fortemente dipendente dai miliardi di euro inviati a in patria ogni anno dai 5 milioni di lavoratori filippini all’estero.
Nel sud delle Filippine sono in corso conflitti violenti: gruppi armati tra cui separatisti islamisti, guerriglieri comunisti, milizie e gruppi criminali sono tuttora attivi nella zona. Tra il 2000 e il 2007, i gruppi estremisti hanno ucciso oltre 1.700 civili, per lo più in attentati in luoghi pubblici. Nel 2012, il governo e il principale gruppo ribelle islamista annunciò una svolta nei colloqui di pace con la firma di un accordo di cessate il fuoco per porre fine ai 40 anni di conflitto.
Tuttavia, il 9 settembre del 2013, un gruppo separatista prese in ostaggio i residenti di un villaggio in segno di protesta. Durante i nove giorni di assedio, 100 persone vennero uccise mentre le fiamme distruggevano le abitazioni.
L’8 novembre 2013, il tifone Haiyan devastò il Paese, con venti fino a 270 chilometri all’ora. Oltre 570.000 case andarono distrutte e secondo la BBC oltre 6.000 persone perserò la vita.
Le isole Filippine furono una colonia spagnola nel corso del 16° secolo, prima di arrendersi agli Stati Uniti nel 1898 a seguito della guerra ispano-americana. Nel 1935, le Filippine divennero indipendenti, dopo una transizione di 10 anni.
Durante la seconda guerra mondiale, le isole caddero sotto l’occupazione giapponese e le forze filippine combatterono insieme agli Stati Uniti per riprenderne il controllo.
Dopo la guerra la maggior parte delle scuole era in rovina e il costo della ricostruzione costrinse il governo ad accettare prestiti ad alto interesse, paralizzando l’economia nazionale.
Dal 1986, quando il regime dittatoriale di Ferdinand Marcos è caduto, il Paese ha goduto di una relativa stabilità politica e di una crescita economica costante, nonostante diffuse condizioni di corruzione.
L’ampio e variegato territorio delle Filippine è alla base di significative differenze climatiche, soprattutto tra zone costiere, pianure e altopiani. Nelle zone più basse il clima è prevalentemente caldo, umido e piovoso.
La stagione delle piogge va da giugno a novembre, e periodicamente si verificano dei tifoni.
La cucina delle Filippine è un mix di influenze malesi, spagnole e cinesi ed è considerata una componente importante della cultura nazionale. A differenza dei Paesi vicini, i filippini non utilizzano molte spezie. Il pesce e i frutti di mare sono gli ingredienti principali della cucina filippina, serviti semplicemente con riso e salse dolci.
Le Filippine sono il produttore principale di noci di cocco in tutto il mondo: la cucina nazionale utilizza il latte di cocco per piatti dolci e salati.