Repubblica Dominicana

A Compassion siamo felici di lavorare a favore dei bambini e fare la differenza nelle comunità più povere dei Paesi in via di sviluppo.

Ognuna di queste nazioni ha la sua storia e la sua cultura e, al tempo stesso, ognuna di esse affronta particolari sfide e problemi. Quindi, mettiti comodo e scopri di più insieme a noi sulla Repubblica Dominicana!

Dati e statistiche

Capitale: Santo Domingo
Popolazione: 10,47 milioni
Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 91,2%, donne 92,3%
Accesso a fonti d’acqua: in città 85,4%, in campagna 81,9%
Aspettativa di vita: uomini 75 anni, donne 80 anni
Religione: cattolicesimo 95%, protestantesimo 5%
Mortalità infantile: 1,9% (prima di aver compiuto 1 anno)
Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 25,8%

Compassion in Repubblica Dominicana

Repubblica Dominicana, adozione a distanza

Anno inizio programmi: 1970
Bambini nel programma di adozione a distanza: oltre oltre 84.200
Bambini sostenuti dall’Italia: più di 550
Numero di centri per lo sviluppo infantile: 167

4 fatti sulla Repubblica Dominicana

  1. Oltre il 40% delle ragazze dominicane si sposa entro i 18 anni
  2. Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Paese. Il denaro inviato in patria dagli immigrati dominicani negli USA costituisce circa il 10% del PIL nazionale
  3. La nazione è una popolare meta turistica: il turismo è una delle principali fonti di reddito della Repubblica Dominicana.
  4. La metà più povera della popolazione possiede meno del 20% delle risorse nazionali, mentre il 10% più ricco gode di oltre il 40%

Come si dice? Impara la lingua!

Lo spagnolo è la lingua ufficiale del Repubblica Dominicana. Nelle zone costiere anche l’inglese e il francese sono comuni.

  • ¡Hola! (Ciao!)
  • ¡Adiós! (Arrivederci!)
  • Mi nombre es (Mi chiamo)
  • ¿Cómo estás? (Come stai)
  • Estoy bien (Sto bene)
  • Gracias (Grazie)
  • Dios te bendiga (Dio ti benedica)

Informazioni utili

Circa il 55,4% dei bambini della Repubblica Dominicana di età inferiore a 5 anni vive in condizioni di povertà. I bambini delle aree rurali soffrono a causa di malnutrizione, mancanza di assistenza sanitaria e istruzione.

Il 10% dei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni è coinvolto nel lavoro minorile, negando loro la possibilità di studiare ed esponendoli a condizioni di lavoro pericolose.

La Repubblica Dominicana è Paese di partenza, transito e destinazione di uomini, donne e bambini vittime del traffico di esseri umani e di sfruttamento sessuale. Mentre molte donne sono vittime della prostituzione a livello internazionale, una grande percentuale di minori è sfruttata a livello sessuale all’interno del Paese.

I narcotrafficanti colombiani utilizzano la Repubblica Dominicana come base per transazioni finanziarie illecite e riciclaggio di denaro. Di recente, il Paese è diventato punto di transito per l’ecstasy proveniente da Belgio e Olanda, diretta a Stati Uniti e Canada.

Nonostante una veloce crescita economica, persiste un ampio divario tra ricchi e poveri.

L’isola di Hispaniola era originariamente occupata dai Tainos, un popolo di lingua Arawak. I Tainos accolsero Cristoforo Colombo nel suo primo viaggio nel 1492, ma i colonizzatori successivi furono brutali e ridussero questa popolazione da 1 milione a 500 persone nel giro di 50 anni.

Al fine di sfruttare le risorse naturali e lavorare nelle piantagioni, gli spagnoli iniziarono a portare schiavi africani nell’isola dal 1503.

Nel secolo successivo, i coloni francesi occuparono l’estremità occidentale dell’isola, che la Spagna cedette alla Francia nel 1697 e divenne la Repubblica di Haiti nel 1804. Gli haitiani conquistarono l’intera isola nel 1822 ma nel 1844 Juan Pablo Duarte, eroe dell’indipendenza dominicana, li cacciò e stabilì la Repubblica Dominicana come nazione indipendente.

Le difficoltà economiche, la minaccia di un intervento europeo e disordini interni portarono a un occupazione statunitense nel 1916 e alla costituzione di un governo militare. L’occupazione si concluse nel 1924, con un governo dominicano democraticamente eletto.

Nel periodo 1930-1947 (e indirettamente fino al 1961), Rafael Leonidas Trujillo, uno dei leader più corrotti del paese, utilizzò omicidi e torture per reprimere ogni opposizione. Migliaia di dominicani innocenti furono uccisi durante il suo governo.

Il 16 maggio 2004, Leonel Fernández fu eletto presidente durante un’elezione libera e giusta, sconfiggendo Hipolito Mejía. Fernández si insediò nel mese di agosto del 2004, promettendo austerità fiscale nel suo discorso inaugurale, per combattere la corruzione e per sostenere le preoccupazioni sociali.

Danilo Medina Sánchez è l’attuale Presidente della Repubblica Dominicana, insediato dal 2012.

Escludendo le aree montuose interne, le temperature della Repubblica Dominicana sono costanti tutto l’anno (circa 28-30 gradi). L’umidità tropicale può causare una percezione più elevata, anche se le brezze marine mitigare il calore.

La stagione delle piogge va da maggio a ottobre, mentre agosto e settembre sono i mesi in cui si abbatte sull’isola il maggior numero di uragani.

Al ristorante o in famiglia, il pranzo (spesso l’unico pasto della giornata) può durare fino a due ore. I piatti più popolari sono la bandera, un piatto di riso bianco e fagioli rossi con carne in umido, così chiamato perché i suoi colori evocano la bandiera nazionale.

Un altro cibo tradizionale è il sancocho (uno stufato di carne, banane e verdure).

Graciela: una ragazza che vive in Repubblica Dominicana

Repubblica Dominicana, adozione a distanza per Graciela

Quando Graciela aveva solo 6 anni iniziò a lavorare per suo papà. Vendeva i biglietti per i trasporti pubblici a San Juan de la Maguana: “Utilizzavo quei pochi soldi che ricavavo per coprire le spese della scuola”, dice Graciela. “I miei genitori non mi hanno mai sostenuto negli studi”.

Il papà di Graciela lasciò la famiglia prima che lei nascesse. Fece poi ritorno quando la figlia aveva 3 anni, ma successivamente abbandonò definitivamente la famiglia. Da bambina si vergognava molto, i vicini di casa sapevano che suo papà era alcolizzato.

“Ho sempre amato studiare, fin da bambina, ma l’alcolismo di mio papà aveva un impatto negativo anche nella mia vita”, racconta Graciela. “A volte era molto difficile riuscire a studiare in una situazione così complicata, ma sono grata a Dio per essere riuscita a diplomarmi, nonostante i momenti di scoraggiamento”.

Oggi, a 19 anni, Graciela sta frequentando l’università: essere parte del programma di adozione a distanza di Compassion le ha dato tutto il supporto di cui aveva bisogno, aiutandola a superare le fasi più dure della sua infanzia e adolescenza.

“A volte non avevamo nulla da mangiare a casa: solo al centro Compassion potevo avere un buon pasto”. Graciela ha trovato un rifugio sicuro al centro Compassion: dopo anni difficili, finalmente è in grado di guardare al futuro con serenità e speranza rinnovata.

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