Haiti

A Compassion siamo felici di lavorare a favore dei bambini e fare la differenza nelle comunità più povere dei Paesi in via di sviluppo.

Ognuna di queste nazioni ha la sua storia e la sua cultura e, al tempo stesso, ognuna di esse affronta particolari sfide e problemi. Quindi, mettiti comodo e scopri di più insieme a noi su Haiti!

Dati e statistiche

Capitale: Port-au-Prince
Popolazione: 10,11 milioni
Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 64,3%, donne 57,3%
Accesso a fonti d’acqua: in città 64,9%, in campagna 47,6%
Aspettativa di vita: uomini 62 anni, donne 64 anni
Religione: cattolicesimo 54%, protestantesimo 28%, voodoo 2%
Mortalità infantile: 4,8% (prima di aver compiuto 1 anno)
Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 54%

Compassion ad Haiti

Haiti, adozione a distanza

Anno inizio programmi: 1968
Bambini nel programma di adozione a distanza: oltre 85.700
Bambini sostenuti dall’Italia: più di 940
Numero di centri per lo sviluppo infantile: 293

4 fatti su Haiti

  1. Haiti è il Paese più povero dell’emisfero occidentale
  2. Un terzo delle ragazze haitiane sono già sposate all’età di 18 anni
  3. Il cattolicesimo è la religione ufficiale di Haiti, ma la maggior parte degli haitiani pratica riti voodoo
  4. Haiti si sta ancora riprendendo dal terremoto che devastò Port-au-Prince nel 2010, uccidendo più di 250.000 persone

Come si dice? Impara la lingua!

Il francese e il creolo haitiano sono le due lingue ufficiali del paese. Il francese è parlato soprattutto dalla popolazione benestante, mentre la quasi totalità degli abitanti usa il creolo.

  • Bonjou! (Ciao!)
  • Babay (A presto)
  • Mwen rele (Mi chiamo)
  • Sak pase? (Come stai)
  • Mwen byen (Sto bene)
  • Merite (Grazie)
  • Bondje beni ou (Dio ti benedica)

Informazioni utili

Molti haitiani stanno ancora cercando di ritornare alla normalità dopo il terremoto che colpì Port-au-Prince il 12 gennaio 2010, creando una situazione disperata in cui 1,5 milioni di persone rimasero senza casa e più di 300.000 persone persero la vita.

Anche prima del terremoto, Haiti era il Paese più povero dell’emisfero occidentale. Oltre la metà della popolazione vive in condizioni di estrema povertà: 1 bambino su 4 nasce sottopeso e la maggior parte delle persone delle zone rurali non ha accesso a servizi primari come acqua corrente e strade asfaltate. Ora, il Paese sta cercando di ricostruire le infrastrutture, ma molti haitiani continuano a vivere in tendopoli.

Dieci mesi dopo il terremoto, Haiti fu colpita dalla peggiore epidemia di colera nella storia moderna. Quasi 700.000 persone furono colpite dalla malattia e 7.000 furono le vittime. HIV e AIDS sono estremamente diffuse ad Haiti, con circa 6.400 vittime ogni anno.

Haiti è colpita da forti tempeste da giugno a ottobre. Nel 2012, l’uragano Isaac e l’uragano Sandy si abbatterono sul Paese a pochi mesi di distanza, distruggendo fino a 200.000 abitazioni e il 40% del raccolto agricolo: fu un duro colpo per un Paese già in difficoltà dopo il terremoto.

Haiti è Paese di partenza, transito e destinazione per uomini, donne e bambini vittime di traffico umano e sfruttamento sessuale. Spesso, i bambini vengono affidati a famiglie benestanti nella speranza di poter studiare, ma diventano invece “restaveks”.

I restaveks lavorano in casa senza paga, isolati e abusati. I bambini che fuggono da queste situazioni non hanno altra soluzione che vivere in strada, costretti a prostituirsi, compiere furti e mendicare.

Nei primi anni del 17° secolo, la Francia stabilì una colonia nell’isola di Hispaniola. La parte francese dell’isola, oggi chiamata Haiti, divenne una delle aree più ricche dei Caraibi grazie alle industrie connesse alla produzione di zucchero.

Purtroppo, il lavoro venne svolto da milioni di schiavi africani e molte aree naturali del Paese vennero distrutte.

Alla fine del 18° secolo, quasi mezzo milione di schiavi di Haiti si ribellò alle condizioni a cui erano sottoposti.

Dopo una lunga lotta, Haiti è diventata la prima repubblica di schiavi a dichiarare la propria indipendenza, nel 1804.

Per la maggior parte dell’anno, Haiti ha un clima tropicale. Le zone costiere sono molto umide, mentre le aree montane dell’interno tendono a essere più fresche.

Il piatto nazionale di Haiti è il riz et pois (riso e fagioli) ed è comunemente consumato nelle aree urbane. Nelle aree rurali i cibi tradizionali sono le patate dolci, la manioca, il riso, il pane e il caffè.

Tratta di canna da zucchero, mango, animelle, arachidi e semi di sesamo cluster composti da zucchero di canna fuso sono graffette, così come lo sono ghiaccioli a base di farina di manioca-amara.

Claudine: una bambina che vive ad Haiti

Haiti, adozione a distanza per Elza

Quando il terremoto del 2010 fece tremare Haiti, la casa di Claudine fu ridotta in briciole. Improvvisamente senza casa, la famiglia di Claudine seguì le orme di tanti haitiani colpiti dal terremoto, finendo in una tendopoli.

Le condizioni di vita erano precarie. Non c’era né cibo né acqua potabile. Il papà di Claudine, Jean, lavora come falegname. Ha lottato duramente per dare alla sua famiglia una sistemazione migliore. Dopo tanta fatica e risparmi riuscì ad acquistare un terreno.

Purtroppo non poteva permettersi di costruire una casa, ma proprio in quel momento Compassion intervenne a favore di questa famiglia.

“Sentii parlare di Compassion attraverso una trasmissione radio” racconta Jean. “Siamo stati aiutati e benedetti. Le spese scolastiche di mia figlia erano coperte e i doni del suo sostenitore ci hanno permesso di acquistare vestiti e altre cose di cui avevamo bisogno”.

Oltre a ciò, Compassion fornì alla famiglia di Claudine tutti i materiali per costruire una casa.

Attraverso il programma di adozione a distanza e le attività al centro Compassion, Claudine ha scoperto il suo talento nel canto: dopo tante difficoltà e disastri naturali, questa piccola ha trovato un posto sicuro, dove studiare, mangiare con nuovi amici e vivere la sua infanzia in modo sereno!

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