Kenya

A Compassion siamo felici di lavorare a favore dei bambini e fare la differenza nelle comunità più povere dei Paesi in via di sviluppo.

Ognuna di queste nazioni ha la sua storia e la sua cultura e, al tempo stesso, ognuna di esse affronta particolari sfide e problemi. Quindi, mettiti comodo e scopri di più insieme a noi sul Kenya!

Dati e statistiche

Capitale: Nairobi
Popolazione: 45,92 milioni
Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 81,1%, donne 74,9%
Accesso a fonti d’acqua: in città 81,6%, in campagna 56,8%
Aspettativa di vita: uomini 62 anni, donne 65 anni
Religione: cristianesimo 82%, islam 11%, religioni tradizionali 2%
Mortalità infantile: 3,9% (prima di aver compiuto 1 anno)
Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 22,5%

Compassion in Kenya

Kenya, adozione a distanza

Anno inizio programmi: 1980
Bambini nel programma di adozione a distanza: oltre 96.400
Bambini sostenuti dall’Italia: più di 1.020
Numero di centri per lo sviluppo infantile: 363

4 fatti sul Kenya

  1. Un tempo colonia inglese, il Kenya ottenne l’indipendenza nel 1963
  2. Le Nazioni Unite identificano il Kenya come Paese soggetto a grave siccità – dove l’acqua scarseggia a livello cronico
  3. Più di un quarto delle ragazze e delle donne sono vittime della mutilazione genitale femminile (MGF): una tradizione ancora molto diffusa, seppur illegale
  4. Il Kenya ha il quarto più alto tasso di HIV/AIDS al mondo, con una stima di 1,5 milioni di persone sieropositive

Come si dice? Impara la lingua!

L’inglese è la lingua ufficiale del Kenya. Il Kenya è una nazione multietnica, dove convivono oltre 70 etnie, ognuna con un proprio dialetto.

  • Hello! (Ciao!)
  • Goodbye (Arrivederci)
  • My name is (Mi chiamo)
  • Thank you (Grazie)
  • God bless you (Dio ti benedica)
  • How are you? (Come stai?)
  • I’m doing fine (Sto bene)

Informazioni utili

Nell’ottobre 2011, i militari del Kenya entrarono in Somalia per bloccare le milizie di al-Shabaab, un gruppo estremista islamico accusato di attacchi e rapimenti di stranieri nella zona costiera del Kenya.

Tuttavia, la rappresaglia non si fece attendere e al-Shabaab (legato ad al-Qaeda) colpì il Kenya nel settembre 2013, con un attacco terroristico in un centro commerciale di Nairobi: 67 civili e soldati uccisi e oltre 200 feriti, come vendetta per la presenza dei militari del Kenya in Somalia.

Attualmente, il Kenya sta vivendo difficoltà legate ad anni di siccità e successivi cattivi raccolti. Quasi la metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà – circa 1 euro al giorno.

La mancanza di cure mediche adeguate colpisce molte zone rurali e le famiglie sono spesso costrette a percorrere lunghe distanze per ricevere aiuto.

La rapida diffusione di HIV/AIDS è una delle principali preoccupazioni: 1,5 milioni di kenioti ne sono affetti ogni anno muoiono 80.000 persone a causa di questa malattia.

Inoltre, più di un quarto delle ragazze e delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni è vittima di mutilazioni genitali femminili: è una delle cifre più alte al mondo, anche se questa pratica è in calo negli ultimi anni.

Il Kenya ha recentemente approvato una nuova costituzione che limita i poteri del presidente, stabilisce una carta dei diritti, introduce il senato e delega alcuni poteri alle amministrazioni locali.

I primi abitanti del Kenya giunsero dall’Etiopia attorno al 2000 a.C. Gli archeologi hanno scoperto resti umani di questi popoli all’interno della Rift Valley del Kenya, una zona dove gli scienziati credono che la vita umana abbia avuto origine. I coloni europei cominciarono a entrare nel Paese a seguito dei viaggi dell’esploratore portoghese Vasco da Gama, nel 1498.

Nel 1800, i coloni europei costrinsero gli abitanti locali in schiavitù: lotte violente e spargimenti di sangue tra kenioti e inglesi erano comuni fino alla metà del 1900.

Nel 1964, il Kenya ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna grazie al presidente Jomo Kenyatta, che portò stabilità politica ed economica in Kenya fino alla sua morte nel 1978. Successivamente, un periodo di dittatura e corruzione, indebolì nuovamente l’economia del Kenya.

Il clima del Kenya varia molto in base alle regioni: è tropicale lungo la costa ma arido nelle regioni centrali. In generale, i mesi più caldi vanno da dicembre a marzo, mentre la stagione delle piogge va da marzo a giugno e da ottobre a dicembre.

Nairobi si trova a un’altitudine di 1.600 metri e le temperature sono solitamente temperate e fresche durante la notte.

L’alimento base del Kenya è il mais: spesso è macinato sotto forma di farina e usato in vari piatti come l’irio, realizzato con passato di fagioli, patate e verdure. Il pesce è comune lungo la costa del Kenya e intorno al lago Vittoria.

Kefa: un bambino che vive in Kenya

Kenya, adozione a distanza per Kefa

Kefa vive a Kibera, la più grande baraccopoli del Kenya, insieme ai suoi genitori. Il papà e la mamma sono lavoratori occasionali, i soldi sono pochi e la baracca di lamiera in cui possono permettersi di vivere è minuscola, composta da una sola stanza.

Il supporto che Kefa riceve dal centro Compassion gli dona possibilità di studiare, cure mediche e cibo – che non sempre la sua famiglia è in grado di fornire. Ma soprattutto, Kefa riceve speranza: non vede l’ora di poter aiutare altri bambini nella sua comunità.

Grazie al programma di adozione a distanza, Kefa può sognare, trascorrendo la sua infanzia in un ambiente sicuro, dove può imparare, cantare, pregare e giocare con gli altri coetanei. “Sono sempre felice di frequentare il centro perché qui imparo sempre qualcosa di nuovo”, racconta Kefa. “I nostri insegnanti ci sostengono e ci guidano quando facciamo degli errori”.

Ci sono tante attività divertenti al centro e quelle preferite di Kega sono suonare la tastiera e realizzare bellissimi bracciali e collane. Il tempo trascorso al centro permette a Kefa di sognare in grande: “Da grande sarò un ingegnere: voglio costruire una casa di mattoni per i miei genitori, con un bel giardino attorno. Avrà un cancello grande e sicuro … e dipingerò i muri di giallo, è il mio colore preferito!”

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