Sri Lanka

A Compassion siamo felici di lavorare a favore dei bambini e fare la differenza nelle comunità più povere dei Paesi in via di sviluppo.

Ognuna di queste nazioni ha la sua storia e la sua cultura e, al tempo stesso, ognuna di esse affronta particolari sfide e problemi. Quindi, mettiti comodo e scopri di più insieme a noi sullo Sri Lanka!

Dati e statistiche

Capitale: Colombo
Popolazione: 22,05 milioni
Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 93,6%, donne 91,7%
Accesso a fonti d’acqua: in città 98,5%, in campagna 95%
Aspettativa di vita: uomini 73 anni, donne 80 anni
Religione: buddismo 70,2%, induismo 12,6%, islam 9,7%, cristianesimo 6,2%
Mortalità infantile: 0,8% (prima di aver compiuto 1 anno)
Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 9,2%

Compassion in Sri Lanka

Sri Lanka, adozione a distanza

Anno inizio programmi: 2010
Bambini nel programma di adozione a distanza: oltre oltre 8.600
Bambini sostenuti dall’Italia: più di 120
Numero di centri per lo sviluppo infantile: 69

4 fatti sullo Sri Lanka

  1. Il nome Sri Lanka significa “isola risplendente”
  2. Lo Sri Lanka fu colpito dallo tsunami del 26 dicembre 2004, con oltre 30.000 vittime
  3. La coltivazione del tè in Sri Lanka è la seconda più importante al mondo. La produzione di tè nel Paese venne introdotta nel 1825 dagli inglesi
  4. Combattere contro lo sfruttamento lavorativo e la prostituzione di donne, uomini e bambini è un'importante sfida in questa nazione

Come si dice? Impara la lingua!

Il singalese (o cingalese) è la lingua ufficiale in Sri Lanka, parlato da due terzi della popolazione. Anche il tamil e l’inglese sono molto comuni.

  • Halo (Ciao)
  • Gihilla ennam (A presto)
  • Mage nama (Mi chiamo)
  • Istuti (Grazie)
  • Kohomadha? (Come stai?)
  • Hondhin innavā (Sto bene)

Informazioni utili

Nel 2009 si concluse la decennale guerra civile, dopo la sconfitta delle forze separatiste da parte delle forze governative. Durante la guerra (durata 26 anni) circa 100.000 civili rimasero uccisi durante gli scontri tra le parti.

Oltre 460.000 persone fuggirono dal Paese per trovare riparo dalla guerra: gran parte di loro è ritornata in Sri Lanka, ma molti continuano a vivere in strutture di emergenza.

Lo Sri Lanka si sta ancora riprendendo dallo tsunami del 2004, che uccise più di 30.000 persone, causando al tempo stesso 20.000 feriti e distruggendo 100.000 abitazioni. Lo tsunami causò ingenti danni alle infrastrutture: la ricostruzione è ancora in corso in molte zone di tutto il Paese.

Lo Sri Lanka è Paese di partenza e destinazione di uomini, donne e bambini vittime dello sfruttamento lavorativo e sessuale.

Molti uomini dello Sri Lanka emigrano verso Golfo Persico, Medio Oriente e Asia orientale con l’obiettivo di lavorare come operai edili, domestici o operai in fabbriche di abbigliamento, ma spesso si ritrovano vittime di sfruttatori senza scrupoli.

L’isola dello Sri Lanka, ex Ceylon, è abitato da due gruppi etnici – singalesi e tamil – arrivati nel Paese dall’India tra il 6° e il 3° secolo a.C.

Fino all’arrivo dei coloni europei, i singalesi e i tamil erano il lotta per il controllo dell’isola. Il Paese era diviso in due: il nord era controllato dai tamil (di religione induista), mentre il sud era prevalentemente sotto la sovranità buddista singalese.

La prima potenza coloniale ad arrivare sull’isola fu il Portogallo nel 1505. L’olandese Compagnia delle Indie, ne prese successivamente possesso dal 1658 al 1796. Dopodiché, il controllo fu preso dagli inglesi, a partire dal 1802. I britannici realizzarono piantagioni di caffè e tè come base per le esportazioni – per oltre un secolo e mezzo. Il 4 febbraio 1948, dopo pressioni dei leader nazionalisti singalesi, Ceylon guadagnò uno status di autonomia all’interno del Commonwealth britannico.

Ceylon cambiò nome nel 1972, diventando Sri Lanka: le tensioni tra la maggioranza singalese e separatisti tamil si inasprirono, fino alla guerra del 1983.

All’inizio del 2000, la presidente Chandrika Kumaratunga promise di riportare pace nel Paese, ma lei stessa venne ferita in un attacco terroristico. Finalmente, nel maggio 2009, il governo annunciò la fine delle violenze e della guerra.

Lo Sri Lanka ha un clima tropicale, con alternate stagioni delle piogge e stagioni secche. Da maggio ad agosto il monsone Yala porta le piogge nella parte meridionale dell’isola, mentre il monsone Maha soffia da ottobre a gennaio, portando pioggia a nord.

Le regioni costiere hanno una temperatura media di 27 gradi, mentre sulle aree montuose interne (di almeno 500 metri di altitudine) la temperatura media scende a circa 20 gradi per tutto l’anno.

La cucina dello Sri Lanka è influenzata da tradizioni alimentari di diversi Paesi, tra cui Olanda, Portogallo, Gran Bretagna, Paesi Arabi, Malesia e India, garantendo un’ampia e ricca diversità di gusti e sapori.

Il clima tropicale dell’isola favorisce i raccolti di frutta fresca, verdure e spezie che, di conseguenza, sono parte integrante di molti piatti. Il riso è presente in quasi ogni pasto, così come il cocco (fresco, grattugiato o tostato).

Nethmi: una bambina che vive in Sri Lanka

Sri Lanka, adozione a distanza per Nethmi

La giungla verdeggiante che circonda il villaggio di Lunugumwehera è a dir poco suggestiva. La piccola Nethmi è una dei 136 bambini che frequenta un centro Compassion in questa zona dello Sri Lanka.

Prima della sua nascita, i genitori di Nethmi avevano un altro figlio: cadde in un fiume, mentre era andato a lavare i panni. “Non ho mai incontrato mio fratello. Ora è con Dio, sicuramente è felice”, racconta la piccola.

Prima di essere registrata al programma di adozione a distanza, Nethmi viveva in una piccola stanza con i genitori, una sorella maggiore e suo marito. L’unica cosa che riparava la famiglia dalla pioggia era una lamiera di plastica. Dopo aver visto le condizioni in cui vivevano, un volontario del centro Compassion decise che era il momento di fare un cambiamento.

Oggi, dopo aver ricevuto in dono il materiale per la ricostruzione, la casa di Nethmi e la sua famiglia molto più bella: ha un nuovo tetto, una nuova stanza e un bagno esterno.

“Dal giorno in cui Nethmi iniziò a frequentare il centro Compassion abbiamo visto grandi cose”, dice Srimathi, la mamma. “Lo staff del centro Compassion ci ha aiutato molto. Mia figlia impara tante cose, conosce l’inglese e può leggere: non vede l’ora di partecipare alle attività ed è sempre presente”.

“Ho imparato a leggere e scrivere al centro Compassion. Mi piace molto la mia insegnante, si preoccupa molto per me” racconta Nethmi con un sorriso.

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