L’Uganda continua ad affrontare le conseguenze della brutale guerra civile che terrorizzò il nord del Paese. Lo scontro tra il gruppo ribelle del Lord Resistance Army (LRA), guidato da Joseph Kony, e le forze governative, fu uno dei più lunghi conflitti armati in Africa.
Durante i 26 anni di terrore, l’LRA rapì più di 30.000 bambini, costringendoli a diventare soldati, portatori di armi e schiavi sessuali. Al culmine del conflitto, i bambini rappresentarono circa il 90% delle forze armate dell’LRA.
Da quando l’LRA fu respinto dall’Uganda, la maggior parte degli 1,8 milioni di sfollati hanno fatto ritorno in patria. Tuttavia, 30.000 persone rimangono in campi-rifugio di emergenza.
Una generazione di bambini è traumatizzata dalla guerra. Gli ex bambini soldato, alcuni dei quali furono costretti a commettere atrocità sulle loro famiglie, sperimentano gravi disapprovazioni sociali e mancanza di istruzione.
Le ragazze rapite come schiave sessuali tornano in libertà insieme ai loro bambini nati in cattività, spesso colpite da gravi traumi psicologici e fisici. Gli ex bambini soldato devono essere riabilitati e reinseriti nella società, un processo reso difficile dalla mancanza di risorse.
Nonostante i progressi nella lotta contro HIV/AIDS nel corso degli ultimi due decenni, il tasso di contagio è di nuovo cominciato a salire e ora colpisce oltre il 7% della popolazione ugandese. Circa 1,5 ne sono affette e sono circa 63.000 i decessi dovuti a questa malattia ogni anno.
L’Uganda ha uno dei più alti tassi di HIV/AIDS in tutto il mondo.
L’Uganda ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962. Il regime dittatoriale di Idi Amin (1971-79) causò la morte di circa 300.000 avversari. Le violazioni dei diritti umani durante il mandato del successivo presidente Milton Obote causò la morte di oltre 100.000 persone.
Nel 1986, quando Yoweri Museveni divenne presidente, furono introdotte riforme democratiche e migliorò la condizione in termini di diritti umani. Museveni tentò soprattutto di combattere la corruzione all’interno dell’esercito e della polizia.
Dal 1986, il conflitto tra governo ugandese e i ribelli del Lord Resistance Army (LRA) costrinse 1,27 milioni di ugandesi del nord a fuggire nei Paesi vicini. Circa 350.000 di questi profughi tornarono in Uganda nel 2006 a seguito dei colloqui di pace tra il governo e l’LRA.
Questi negoziati rimangono comunque irrisolti, in quanto Joseph Kony (leader dell’LRA) continua a domandare l’annullamento dell’accusa di crimini contro l’umanità prima di qualsiasi processo.
L’Uganda ha un clima tropicale ma piacevole durante tutto l’anno: le temperature medie sono di circa 26 gradi durante il giorno e 16 gradi durante la notte. I mesi più caldi vanno da dicembre a febbraio.
Il cibo ugandese è un mix di cucina moderna e tradizionale. Ogni comunità ugandese ha la propria specialità; gli ingredienti più comuni sono carne di manzo, pollo, pesce, verdure e frutta – spesso serviti come stufato o accompagnati da una salsa a base di fagioli.
Il matoke (una sorta di purea di platani) è uno dei piatti più antichi del mondo.