Uganda

A Compassion siamo felici di lavorare a favore dei bambini e fare la differenza nelle comunità più povere dei Paesi in via di sviluppo.

Ognuna di queste nazioni ha la sua storia e la sua cultura e, al tempo stesso, ognuna di esse affronta particolari sfide e problemi. Quindi, mettiti comodo e scopri di più insieme a noi sull'Uganda!

Dati e statistiche

Capitale: Kampala
Popolazione: 37,10 milioni
Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 85,3%, donne 71,5%
Accesso a fonti d’acqua: in città 95,5%, in campagna 75,8%
Aspettativa di vita: uomini 53 anni, donne 56 anni
Religione: cattolicesimo 42%, protestantesimo 42%, islam 12%
Mortalità infantile: 5,9% (prima di aver compiuto 1 anno)
Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 33%

Compassion in Uganda

Uganda, adozione a distanza

Anno inizio programmi: 1980
Bambini nel programma di adozione a distanza: oltre 89.600
Bambini sostenuti dall’Italia: più di 1.320
Numero di centri per lo sviluppo infantile: 344

4 fatti sul Uganda

  1. L’Uganda è vittima di scontri armati tra gruppi etnici ostili, guerriglie, bande armate, milizie e varie forze governative
  2. Oltre il 30% dei bambini del Togo è affetto da ritardi nella crescita, una condizione spesso irreversibile causata da malnutrizione cronica durante la prima infanzia
  3. L’Uganda ha uno dei più alti tassi di mortalità materna al mondo: 1 donna su 49 rischia di morire durante o dopo il parto
  4. Il 40% delle ragazze ugandesi è sposata all’età di 18 anni

Come si dice? Impara la lingua!

L’inglese è la lingua nazionale ufficiale dell’Uganda, insegnato nelle scuole e utilizzato nei tribunali e dalla maggior parte dei giornali e nelle trasmissioni radiofoniche. Allo stesso tempo, anche il kiswahili (o swahili) è lingua ufficiale, maggiormente diffuso a livello popolare. Vengono utilizzati correntemente 40 idiomi locali, oltre al bantu, al rukiga e all’arabo.

  • Hello (Ciao)
  • How are you? (Come stai?)
  • I’m doing fine (Io sto bene)
  • My name is (Il mio nome è)
  • Thank you (Grazie)
  • Goodbye (A presto)
  • God bless you (Dio ti benedica)

Informazioni utili

L’Uganda continua ad affrontare le conseguenze della brutale guerra civile che terrorizzò il nord del Paese. Lo scontro tra il gruppo ribelle del Lord Resistance Army (LRA), guidato da Joseph Kony, e le forze governative, fu uno dei più lunghi conflitti armati in Africa.

Durante i 26 anni di terrore, l’LRA rapì più di 30.000 bambini, costringendoli a diventare soldati, portatori di armi e schiavi sessuali. Al culmine del conflitto, i bambini rappresentarono circa il 90% delle forze armate dell’LRA.

Da quando l’LRA fu respinto dall’Uganda, la maggior parte degli 1,8 milioni di sfollati hanno fatto ritorno in patria. Tuttavia, 30.000 persone rimangono in campi-rifugio di emergenza.

Una generazione di bambini è traumatizzata dalla guerra. Gli ex bambini soldato, alcuni dei quali furono costretti a commettere atrocità sulle loro famiglie, sperimentano gravi disapprovazioni sociali e mancanza di istruzione.

Le ragazze rapite come schiave sessuali tornano in libertà insieme ai loro bambini nati in cattività, spesso colpite da gravi traumi psicologici e fisici. Gli ex bambini soldato devono essere riabilitati e reinseriti nella società, un processo reso difficile dalla mancanza di risorse.

Nonostante i progressi nella lotta contro HIV/AIDS nel corso degli ultimi due decenni, il tasso di contagio è di nuovo cominciato a salire e ora colpisce oltre il 7% della popolazione ugandese. Circa 1,5 ne sono affette e sono circa 63.000 i decessi dovuti a questa malattia ogni anno.

L’Uganda ha uno dei più alti tassi di HIV/AIDS in tutto il mondo.

L’Uganda ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962. Il regime dittatoriale di Idi Amin (1971-79) causò la morte di circa 300.000 avversari. Le violazioni dei diritti umani durante il mandato del successivo presidente Milton Obote causò la morte di oltre 100.000 persone.

Nel 1986, quando Yoweri Museveni divenne presidente, furono introdotte riforme democratiche e migliorò la condizione in termini di diritti umani. Museveni tentò soprattutto di combattere la corruzione all’interno dell’esercito e della polizia.

Dal 1986, il conflitto tra governo ugandese e i ribelli del Lord Resistance Army (LRA) costrinse 1,27 milioni di ugandesi del nord a fuggire nei Paesi vicini. Circa 350.000 di questi profughi tornarono in Uganda nel 2006 a seguito dei colloqui di pace tra il governo e l’LRA.

Questi negoziati rimangono comunque irrisolti, in quanto Joseph Kony (leader dell’LRA) continua a domandare l’annullamento dell’accusa di crimini contro l’umanità prima di qualsiasi processo.

L’Uganda ha un clima tropicale ma piacevole durante tutto l’anno: le temperature medie sono di circa 26 gradi durante il giorno e 16 gradi durante la notte. I mesi più caldi vanno da dicembre a febbraio.

Il cibo ugandese è un mix di cucina moderna e tradizionale. Ogni comunità ugandese ha la propria specialità; gli ingredienti più comuni sono carne di manzo, pollo, pesce, verdure e frutta – spesso serviti come stufato o accompagnati da una salsa a base di fagioli.

Il matoke (una sorta di purea di platani) è uno dei piatti più antichi del mondo.

Trevor e Tricia: due gemellini che vivono in Uganda

Uganda, adozione a distanza per Trevor e Trina

Quando Gillian diede alla luce i gemelli Trevor e Trina, era molto preoccupata: vivevano in una baracca della slum di Kampala e non sapeva come avrebbe potuto occuparsi dei suoi piccoli.

Tra fogne a cielo aperto, liquami e rifiuti, i bambini si ammalarono gravemente. Impaurita dalla situazione, Gillian cercò conforto nella chiesa locale. Qui, Gillian venne a conoscenza dell’opera di Compassion: lei e i suoi piccoli furono presto accolti nel centro più vicino.

Trevor e Tricia ricevettero cure mediche e presto riaquistarono piena salute, mentre la mamma Gillian continua a ricevere scorte alimentari e kit igienici per se e i suoi bambini.

“Ho visto una grande differenza nei miei figli da quando hanno iniziato a far parte del programma Compassion” spiega Gillian. “Non si ammalano più e lo staff locale mi sta insegnando molto. Ho imparato a produrre sapone, shampoo e abiti da donna”.

Grazie al supporto che riceve dal programma Compassion, Gillian è riuscita ad affittare una casa migliore, lontana dalle zone peggiori della baraccopoli. Oggi lavora in un ristorante e Trevor e Tricia hanno tre anni e godono di buona salute.

“Non so in che condizione sarebbero i miei bambini senza l’aiuto di Compassion e del programma di adozione a distanza”, dice Gillian. “Sono molto grata ai loro sostenitori: tutto quello che posso dire è grazie, dal profondo del mio cuore!”

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