3 agosto, 2026
Keyling veniva evitata per i segni della povertà. Grazie a un’insegnante e al centro Compassion, ha scoperto l’amore di Gesù e trovato la forza di credere in sé.

Quando ero piccola, non sapevo cosa significasse amarmi. Ricordo che mia madre si sedeva con me e mia sorella nella nostra unica stanza, coi piedi scalzi poggiati sul pavimento di terra. Nuvole di polvere si sollevavano a ogni soffio di vento.
Gli altri bambini mi evitavano perché i miei vestiti erano sporchi. Nel nostro quartiere tutti sapevano che mia madre non stava bene, ma parlavano alle nostre spalle o ridevano delle nostre scarpe bucate e dei nostri vestiti consumati.

Fu proprio in quel periodo che incontrai Keyling, insegnante del centro Compassion. Quando la conobbi, mi stupì che avessimo lo stesso nome!
Si accorse subito che non parlavo con gli altri bambini. Ero timida anche a causa della mia malattia. Soffro di ipertiroidismo: le mie mani tremano e i miei capelli e la mia pelle sono fragili.
Lei mi disse: “Insegno ai bambini l’amore che Dio ha per ciascuno di noi, e aiuterò anche te a imparare ad amarti”.

A quel tempo io e mia sorella Jacoba iniziammo a frequentare il centro Compassion. Keyling trovava sempre il tempo per parlare con noi e chiederci se avessimo bisogno di aiuto. La prima cosa che fece fu visitarci a casa, per conoscere meglio nostra madre e vedere come vivevamo.
Quando incontrò mia mamma, capì che la sua sofferenza stava influenzando anche noi figlie. Così, tornò con altri volontari della chiesa per pulire la casa e a liberarsi della spazzatura accumulata negli anni. Sistemarono la cucina e lavarono i nostri vestiti.

Al centro, Keyling mi ricordava sempre che il Signore era con me, che ero speciale ai Suoi occhi e che aveva un proposito per la mia vita. Prima di ogni lezione mi sistemava i capelli, si assicurava che i miei vestiti fossero puliti e riparati, e alla fine mi dava del cibo da portare a casa.
Durante le lezioni ci insegnava che il Signore ci ama e che anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri, con compassione e comprensione. Compresi cosa significa sentirsi amata e protetta, perché quando gli altri si allontanavano da me, lei mi abbracciava, pregava per me e si prendeva cura di me.
Pian piano qualcosa cambiò dentro di me. Iniziai ad aprirmi, a condividere le mie paure, i miei sogni. Iniziai a credere che Gesù mi ama davvero e che sono importante per Lui.

La mia insegnante ha continuato a visitare mia madre, parlando con lei della Parola di Dio. Grazie alla sua costanza, mia madre ha conosciuto l’amore di Gesù e ha iniziato a sentirsi più forte e capace di incoraggiare noi figlie.
Con l’aiuto di Compassion, il cambiamento che sentivo dentro si è visto anche fuori. Ho imparato a prendermi cura di me stessa e insieme alla mia famiglia abbiamo iniziato a vivere in modo più sano. Le persone hanno iniziato a vedere la differenza.

Compassion ha migliorato le nostre condizioni di vita e mi ha aiutata nei momenti difficili a causa della malattia, ma soprattutto mi ha insegnato ad amarmi e a riconoscere che, agli occhi di Dio, ho valore.
Oggi guardo al futuro sapendo di avere una madre su cui posso contare e una famiglia più grande che crede in me. Ho amici che si prendono cura di me e vogliono stare con me.

Ora mi guardo allo specchio e posso dire con sicurezza: “Sono amata, sono protetta, sono speciale”.
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